Le modalità di allenamento

Per sviluppare la padronanza dei movimenti, la Pekiti Tirsia ruota attorno a diverse modalità di allenamento, ognuna incaricata di trasmettere determinate informazioni e sensazioni al praticante che vuole migliorare.

Allenarsi in maniera corretta e sensata è l’unico modo per ottenere risultati e conoscenze solide.

Praticare Pekiti Tirsia vuol dire quindi seguire un sistema ordinato e progressivo, in cui la ripetizione dei gesti e dello studio sui principi porta a padroneggiare la disciplina in poco tempo.
Pur andando avanti con nuove tecniche è necessario sempre ripassare ciò che già si ha affrontato, imparando anche ad inserire le cose nuove nel flow (fluidità) del proprio modo di combattere.

Per preparare il praticante sotto tutti i punti di vista vengono utilizzati diversi metodi di allenamento, da soli, in coppia o con avversari multipli.

Bisogna sottolineare che tali metodi non sono combattimenti, sono strumenti utilizzati per acquisire determinate nozioni che poi si potranno implementare nel vero combattimento, che per sua natura è molto dinamico e breve.

Le principali modalità che si affrontano a lezione sono:

  • Footwork: la capacità di muoversi in maniera pulita ed efficiente è la base per poter combattere meglio degli altri. Se sei statico diventi una preda facile e non puoi raggiungere i tuoi bersagli.
  • Solo training: per saper usare una tecnica contro un avversario è necessario saperla fare anche da soli, senza input esterni. Pulire la tecnica e renderla fluida per usarla correttamente quando sarà necessario.
  • Co-op training: Lavorare la tecnica in coppia, un lavoro fondamentale che si inizia a fare già dalle prime lezioni.
  • Free flow training (Carenza): Allenamento in solitario volto a combinare le tecniche nella fluidità del proprio movimento, visualizzando mentalmente i movimenti di un possibile avversario. Spesso sottovalutata, questa è una parte fondamentale per diventare bravi combattenti ed è paragonabile alla Shadow Boxing dei pugili.
  • Co-op patterns training: in coppia si lavorano dei patterns, cioè combinazioni precise e molto sensate di tecniche per avere le giuste sensazioni, applicare il footwork e allenare la fluidità contro un vero avversario.
  • Co-op free flow training: non ci sono più schemi fissi, i due combattenti duellano scegliendo le strategie dal proprio repertorio con l’obbiettivo di rimanere fluidi e adattabili agli imprevisti.
  • 1 vs 2 opponents: Economia del movimento e percezione vengono acquisite cercando di combattere contro 2 avversari.
  • 1 vs multiple opponents: Lavoro sotto stress per imparare a rimanere coerenti con il proprio stile di combattimento anche quando le cose si mettono decisamente male.
  • Feeding: Si continua ad attaccare il compagno che ogni tanto cerca di contrattaccare. La sua tecnica ci dà un input da gestire (feeding) e dobbiamo essere in grado di tornare a colpirlo come se niente fosse successo.
  • Light Sparring: Lo sparring, sebbene non sia un combattimento vero, insegna ad accettare le botte e gli errori, nonchè a capire quanto imprevedibili possano essere le persone.
  • Lavoro di sensibilità (Hubad): Imparare a capire come si muovono le energie quando avviene il contatto con l’avversario è fondamentale per capire quando cambiare angolo di attacco e dove l’avversario si è scoperto.